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lunedì 4 giugno 2012

HAPPY QUARTODORA
(o dell'aperitivo sglut - primo capitolo)


...parliamoci chiaro. 
La vita sociale, con un figlio piccolo, subisce un arresto che nemmeno le patrie galere: un aperitivo sedute ad un tavolino - a meno di imbavagliare la creatura e chiuderla in uno zaino - diventa un miraggio, l'happy hour si riduce ad un quarto d'ora di corse sfrenate tra le gambe degli astanti, mentre il prosecchino evapora tristemente, aspettandoti invano tra le olive e il posacenere.
Così, capita spesso che un nugolo di madri sfinite decida di farsi l'happy quartodora a domicilio, con la prospettiva di chiudere i relativi cuccioli in una stanza traboccante lego e tentare il tracanno rilassato dei tempi d'oro.
Funziona.
Peccato che, da quando la celiachia ha bussato graziosamente alla mia porta, non mi sia più possibile buttarmi all'ultimo minuto su pizzette, salatini e tartine trapuntate di burro. Mi tocca organizzarlo, quel quartodora, se voglio buttar giù qualcosa di solido per tamponare le gioiose bollicine bionde.
Così.
Ecco come allestire un aperitivo sglut da sterminare con gli amici, e allo stesso tempo concedere un assaggino ai piccoli voraci incursori (perché arriveranno, statene certi, il quarto d'ora dura poco).

Prima ricetta: i salatini sablé al pepe e parmigiano.

° sablé al pepe e parmigiano °

Ingredienti per circa 35 salatini:

250 grammi di farina Mix C Dolci di Schaer
125 grammi di burro salato ammorbidito (potete farlo voi, così che la sapidità sia esattamente quella desiderata)
110 grammi di parmigiano grattugiato
1 uovo intero e 1 tuorlo
1 cucchiaino di lievito in polvere consentito*
5 grammi di xantano
1 tuorlo d'uovo per lucidare
sale, pepe nero e parmigiano q.b.

Mettete la farina setacciata sul piano di lavoro, fate un buchetto al centro e accomodateci il burro ammorbidito, l'uovo e il tuorlo, il parmigiano, un po' di pepe macinato fresco, il lievito e lo xantano.
Impastate velocemente, in modo che il calore delle vostre mani non sciolga eccessivamente il burro, fino ad ottenere un bel panetto omogeneo e sodo. Fatelo sparire nel ripiano più basso frigo per una mezzora buona, avvolto in pellicola trasparente.
Intanto rivestite le teglie di carta oleata, preparate una ciotolina con un po' di farina, e portate il forno alla temperatura di 180°.
Prelevate il panetto e stendetelo con il mattarello tra due fogli di carta oleata (impedisce all'impasto di appiccicarsi, e vi permette di non aggiungervi farina) a circa un centimetro di spessore. Tuffate la formina d'alluminio nella ciotolina di farina e ritagliate i salatini: la misura ideale, per questa ricetta, è intorno ai 3-4 centimetri di diametro.


Rimpastate velocemente i ritagli - lasciandoli rassodare nuovamente in frigo, se necessario - fino ad esaurimento della pasta.
Spennellate la superficie dei biscottini con un poco di tuorlo d'uovo sbattuto, quindi cospargeteli con parmigiano grattugiato e pepe nero.
Prima di infornarli, è bene che riposino in frigo ancora per un quarto d'ora: la cottura ne risulterà migliore, e conserveranno perfettamente la forma.
Dieci minuti in forno a 180°, e sono pronti: ottimi tiepidi, ancora più buoni freddi, sono l'ideale con il sospirato prosecchino ghiacciato e con un morsino di prosciutto crudo. La variante con il pecorino romano (o metà parmigiano e metà pecorino) è leggermente più piccante, a mio avviso eccezionale: provatela con fave fresche e salame a cubetti.


...se volete che i vostri cuccioli assaggino questa piccola delizia, naturalmente, eliminate il pepe da una piccola parte dell'impasto e realizzate qualche salatino con il solo parmigiano.
Un consiglio: in questo caso fateli rotondi, non date ai loro salatini la forma di un biscotto. Giulia ne ha addentato uno, convinta che si trattasse di un dolcissimo frollino, e ha impiegato un paio di giorni a superare la cocente delusione. 
Una volta superata - manco a dirlo - si è esibita in un personalissimo happy quartodora a suon di mascelle.

Divertitevi.

MamaChiarina

venerdì 20 aprile 2012

AGGIUNGI UN BIMBO A TAVOLA
(3° parte - o di tutto il resto)


...volete far fuori in un colpo solo tutti gli avanzi di cioccolato, prima che il vostro cucciolo ne venga fagocitato o si trasfiguri in un gigantesco ovetto kinder?
Sì. 
Bene. Infilateli nei biscotti e distribuitene generosamente ad una festicciola, così che anche la cacca in formato budino di diavoli venga equamente condivisa da tutti i presenti.

° biscuori agli avanzi di ovetti °
° stelle zuccherine °

lunedì 16 aprile 2012

AGGIUNGI UN BIMBO A TAVOLA
(prima parte - o del buffet di compleanno in corsa)


...ci fu un tempo in cui non ero una mamma, ed i nostri amici non erano genitori. 
L'impegno maggiore nell'accudire qualcosa di piccolo - al massimo - riguardava un criceto, un pesce rosso, una pianta grassa.
Ci fu un tempo in cui credevo che la celiachia fosse una rara specie di mollusco subtropicale, e che servire caraffe di Negroni  a chiunque passasse da casa - a prescindere dall'orario più o meno incline alla sbronza - fosse tra i primi doveri della brava fanciulla maritata.
Allora i tavoloni improvvisati erano all'ordine del giorno: ero in grado di sfamare ed inebriare con plausi e maestrìa una trentina di stomaci alla volta, con preavvisi incerti anche sotto le dodici ore.
Oggi sono una mamma. Tutte le mie amiche sono mamme. 
Le nostre serate sono un incrocio spassosissimo e delirante tra un lunapark di zingari e la mensa di un nido subito dopo la scoperta di una colonia di pidocchi.
Non ci si siede. Mai.
Si sbarella con un bicchiere in mano ed un piattino di plastica tra i denti, tentando di salvare la vita al proprio figliolo che penzola dal balcone ululando, e nel contempo azzannare qualcosa a caso dal buffet spingendone un frammento nella bocca del piccolo. Che alle feste non mi mangia mai niente poi sfido io che gli viene l'acetone.
Così, ecco.
Di buffet in piedi, anzi in corsa, ne so parecchio.
Quel che mi tocca capire, adesso, è come allestirne uno sglut, facendo lo slalom tra le graziose difficoltà che questo limite comporta:

1. non potrete scendere dal panettiere sotto casa ed ordinare quattro rassicuranti vassoi di pizzette, quelle che 'tanto s'inzeppano di pizza cosa vuoi che mangino d'altro'. No. Non potrete.

2. non potrete allungarla di duecento metri e mettere tra le mani di quel bravo pasticciere il compito di allestire una gigatorta alla panna con tanto di scritta d'auguri personalizzata. No, no.

3. non potrete nemmeno chiedere aiuto alle nonne, cose tipo 'me li fai tu due panini farciti', perché la nonna in questione vi risponderà 'ossignur e se sbaglio e se li contamino e se poi la bimba sta male'. Ecco.

4. non potrete fare tutto all'ultimo minuto cosicché il cibo sia fresco e splendente alle sedici in punto del giorno stabilito, perché la cucina sglut è un inferno di tempi di lavorazione, metà dei quali se ne vanno a ripulirsi dagli strati di colla che ti si stratificano sulle mani.

...quindi?
Forza, gente. Ci sono appena passata.
E adesso vi dico come sopravvivere, e scampare agli sbagli che ho fatto.